Paul M. Churchland - Professore di filosofia alla University of California di San Diego, illustra con assoluta competenza, abilità e chiarezza il funzionamento del cervello umano, sulla base delle più recenti scoperte scientifiche.

 

Il motore della ragione la sede dell'anima

Autore: Paul M. Churhland - Edizioni il Saggiatore

 

Un neurone tipico riceve segnali eccitatori e inibitori da altri neuroni tramite molte connessioni sinapsiche presenti sia sul corpo cellulare del neurone sia sulle diramazioni dentritiche, che formano una specie di albero. Il neurone somma i vari segnali che gli arrivano ed emette un segnale appropriato attraverso il suo assone, in modo da entrare in contatto con altri neuroni.

 

 

 

 

Un normale televisore ha un video composto da 200.000 piccoli puntini chiamati pixel, immaginiamo di ricoprire un grattacielo di 450.000 mq con circa mezzo milione di schermi televisivi avremo così rappresentato la capacità neuronale del cervello. Poichè i nostri pixel sono molto più piccoli di quelli del televisore e sono impacchettati in uno spazio tridimensionale tutta questa immensa quantità di neuroni può essere contenuta in uno spazio grosso come un pompelmo, con l'enorme vantaggio che qualsiasi informazione in entrata non dovrà percorrere un tratto più lungo di 14/15 cm per arrivare a destinazione.

 

Il nostro cervello può essere paragonato ad un computer che lavora in parallelo, cioè distribuisce i calcoli in miliardi di sinapsi e li esegue contemporaneamente nel breve spazio di 10 millesecondi. E' un fatto standard in tutto il regno animale, e per ottime ragioni. Presenta infatti tutta una serie di vantaggi assolutamente decisivi per la sopravvivenza della specie.

 

..in primo luogo questo tipo di calcolo è molto più veloce di un calcolo seriale e quindi consente una più rapida risposta agli stimoli sensoriali. Ma c'è di meglio, un calcolatore parallelo può subire disfunzioni, disattivazioni e persino la morte di un gran numero delle proprie connessioni sinapsiche e nello stesso tempo non subire altro che un degrado marginale delle proprie prestazioni complessive.

 

...la ragione di questo è molto semplice. Il contributo di ogni sinapsi alla trasformazione globale di uno schema in un altro è così piccolo che una perdita, distribuita casualmente, di una connessione ogni dieci lascerebbe in piedi un sistema  in grado di eseguire approssimativamente la stessa funzione che eseguiva prima di essere danneggiato.  ... questa fortunata caratteristica è detta persistenza funzionale o tolleranza agli errori ed è una grande fortuna per il regno animale poichè il cervello biologico è fatto di componenti altamente inaffidabili.