La medicina ufficiale e la maggior parte dei medici hanno condannato i nostri figli  dalla prima volta che li hanno visti, questo fatto già grave, diventa drammatico, poiché spesso impedisce a noi genitori di agire in tempo, facendo perdere anni preziosi per la cura dei nostri figli e gettando nella disperazione le nostre famiglie. Per fortuna in Italia e  nel mondo esistono e operano persone che hanno dimostrato attraverso efficaci terapie, che è sempre possibile migliorare le condizioni di chi ha subito danni cerebrali anche gravissimi. 

 

Per noi genitori di bambini cerebrolesi leggere, rappresenta una grande possibilità di informazione e di apprendimento utile per poterli aiutare.  Molti di noi per anni hanno pensato che il loro figli  non fossero "intelligenti", che non provassero emozioni, soprattutto perché non riuscivano a mettersi in contatto con loro.

Leggere ci ha aiutato a comprendere innanzi tutto come funziona il cervello. Abbiamo capito che nonostante sia molto complesso non è un organo misterioso, che non contiene intelligenza, capacità  e sentimenti preconfezionati alla nascita, che può ammalarsi, ma può anche essere curato e guarire. 

Comprendere questi meccanismi cerebrali è stato il primo strumento per entrare in contatto con i nostri figli, per capirli e poterli aiutare. 

 

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