Grazie al contributo del Centro Servizi della Provincia di Cuneo, l'abc Piemonte ha potuto pubblicare questo libro scritto da una delle nostre famiglie. E' possibile acquistarlo richiedendolo all’indirizzo:abcpiemonte@abcpiemonte.it

 

UN PICCOLO NEURONE COME TUTTI GLI ALTRI...

MA GLI ALTRI NON LO SANNO!

due ore di lettura su come e perché si diventa intelligenti.

Edizioni Primalpe Cuneo

 

SCHEDA LIBRO

…abbiamo deciso raccontare la nostra esperienza perché contrariamente a quello che si pensa, questa situazione non riguarda soltanto chi ha gravi problemi neurologici, ma tutti noi che viviamo piccole o grandi difficoltà quotidiane causate da patologie  neurologiche che raramente vengono riconosciute dai medici e quando riconosciute, quasi sempre sottovalutate e curate in modo sbagliato.

...essere consapevoli che tutto ciò che noi siamo, (personalità, carattere, sentimenti, intelligenza) dipende esclusivamente dalla nostra attività cerebrale ci libera da tante idee confuse e pregiudizi sbagliati che rendono a tutti, la vita più difficile.

 ...anche oggi nonostante la scienza abbia compiuto enormi passi avanti nella comprensione dei meccanismi della materia, che è alla base della vita, dimostrandoci al di là delle scoperte ancora parziali che potremo avere delle risposte se le cerchiamo basandoci sulla realtà, è difficile superare idee, credenze, superstizioni e purtroppo anche interessi che condizionato l’esistenza di tutti.

...i primi sei/sette anni dell’essere umano sono i più importanti della vita, durante questo periodo il suo cervello acquisisce una serie d’esperienze sensoriali fondamentali, che lo renderà più o meno capace di operare delle scelte e quindi di formare la propria intelligenza. Eppure non ci pare che i genitori e gli insegnanti delle materne e delle elementari siano informati e preparati per questo compito. La famiglia, la società e le istituzioni si preoccupano che il bambino mangi a sufficienza, che non si ammali, che non sia maltrattato e che frequenti la scuola, tutte cose importanti e necessarie ma non sufficienti a garantire il massimo sviluppo dell’enorme potenziale che il bambino possiede in questi anni.

...il nostro cervello ha grandissime capacità di superare situazioni di malfunzionamento tanto da riuscire ad essere funzionale anche in presenza di piccole lesioni o difficoltà di organizzazione neurologica. Purtroppo queste situazioni, spesso sono scambiate per cose senza importanza che con il tempo verranno superate, oppure  problemi psicologici da curare con le parole o addirittura mettendo sotto accusa i genitori.

...la famiglia ha un ruolo fondamentale nell’educazione dei figli e può certamente commettere errori che possono condizionarne la “crescita”, tuttavia proprio per come funziona il nostro cervello è difficile pensare che un bambino abbia difficoltà, per esempio d’apprendimento, soltanto per questo motivo. Molto più probabilmente questo disagio famigliare non fa altro che rendere più evidente l’esistenza di un problema organico che rende difficile al bambino la concentrazione e quindi l’apprendimento. Difficoltà di natura sensoriale: visive, uditive, tattili, che il bambino non è in grado di spiegare e che non sono neppure prese in considerazione dai medici, dagli insegnanti e dai genitori. 

…nei giorni successivi tutti si abituarono al “fresco” ma gli argomenti diventarono sempre più difficili da comprendere. Non era facile per semplici persone abituate ai luoghi comuni che considerano il cervello come un oggetto misterioso sede di una intelligenza preconfezionata alla nascita,  accettare che esistessero tanti tipi di intelligenza: visiva, tattile, motoria, uditiva e olfattiva. Era come dire che l’intelligenza non esiste. E poi cosa avevano a che fare i cinque sensi con l‘intelligenza delle persone?

Per non parlare del fatto che il nostro cervello non era considerato  quell’organo perfetto e insondabile che si può credere, ma un organo come gli altri che può ammalarsi a qualsiasi età e che può  essere curato con successo e magari anche guarire.

 

...da quando avevano iniziato questo cammino non avevano più smesso di leggere, trovarono di tutto, c’era chi aveva detto che la causa dell’autismo erano le madri definite dall‘autore “madri frigorifero”, attribuendo la repulsione che i bambini autistici hanno a farsi toccare alla freddezza con cui la madre avrebbe trattato i figli fin da piccoli (in seguito l‘ autore si corresse, ma sicuramente c’è ancora chi la pensa così).

C’era chi ancora pensava che  in qualche parte nascosta del cervello ci fosse  una sala di comando che organizzava tutta l’attività neurologica ed elaborava le risposte…Non parliamo poi della Psiche, dell’Io, e delle infinite teorie sulla loro presenza, comprensione e importanza. C’era addirittura chi metteva in discussione la teoria dell’evoluzionismo di Charles Darwin, ma cosa ben più grave scoprirono una corrente di pensiero che considerava gli handicappati fisici e soprattutto mentali, come dei segnati da Dio, che stavano pagando colpe commesse in altre vite. 

 

…pur essendo  impercettibilmente diversa la percezione sensoriale da un individuo all’altro, siamo in grado di definire il caldo  e il freddo, il liscio e il ruvido, ecc. con un certo margine di tolleranza, tutti nello stesso modo, questo grado comune di tolleranza  è la normalità.

E’ facile immaginare che se tutti o alcuni dei sensi funzionano male i dati in entrata non rientreranno nella tolleranza della normalità e quindi il cervello si organizzerà in maniera sbagliata e  si avranno di conseguenza risposte sbagliate.

 

...ma quanto è difficile per tutti raggiungere l’equilibrio e la normalità!

Il nostro cervello cerca sempre un equilibrio, è la cosa migliore da fare, perché l’equilibrio elimina la tensione. Basta pensare a come sia difficile restare concentrati se siamo seduti scomodi, la nostra attenzione è continuamente distratta dalla sensazione di fastidio che ci procura il doversi “accomodare” sulla sedia. Il modo giusto di sedere sulla sedia è appoggiati allo schienale con la schiena diritta, non seduti sulla punta o con le gambe accavallate o con la sedia spinta all’indietro… come fanno la maggior parte delle persone.

…certo è difficile accettare che l’essere umano nasca senza anima, personalità, carattere, millenni di storia, filosofia, religione, ci hanno insegnato che queste prerogative umane sono la dimostrazione della nostra superiorità su tutti gli altri esseri viventi, siamo gli eletti, i rappresentanti di entità intangibili e superiori che ci hanno affidati il compito di governare l’Universo. In realtà sono le opportunità che la vita ci ha fornito a farci diventare quello che siamo, fisicamente, mentalmente, caratterialmente, sentimentalmente…

…senza la scoperta dell’agricoltura non ci sarebbero state le città, senza le città non ci sarebbero state le civiltà, senza le civiltà non ci sarebbero stati il progresso e la scienza.

Se l’uomo fosse “destinato” ad essere quello che è sin dalla nascita, non ci sarebbe stato bisogno di questi passaggi per sbarcare sulla Luna. Non ci sarebbero voluti milioni d’anni per inventare la scrittura o anche soltanto per imparare ad accendere il fuoco. La verità è davanti ai nostri occhi, da sempre. Il cervello umano ha creato il nostro mondo, fisico, culturale, sentimentale, attraverso un lungo e faticoso percorso d’apprendimento, come fa un bambino durante la crescita fino all’età adulta.

 

...dovremmo essere finalmente adulti come società umana, riconoscendoci per quello che siamo, per poter apprezzare fino in fondo la bellezza di essere soltanto una piccolissima  parte e allo stesso tempo di rappresentare interamente la società umana. Come una immagine olografica che anche se ritagliata infinite volte, contiene in ogni suo frammento l’immagine completa.  

 

…il “mestiere” di genitore non può prescindere dalla conoscenza del funzionamento del cervello umano; anche senza dover vivere un’esperienza come la nostra sarebbe necessario essere a conoscenza dei meccanismi fondamentali del processo di apprendimento.

Non è importante conoscere nel dettaglio particolari anatomici e componenti chimiche che agiscono nel nostro sistema nervoso, ma è indispensabile una visione semplice e chiara che consenta di non perdere di vista  i punti fondamentali che fanno parte del funzionamento della nostra “macchina pensante”, per sgombrare il campo da idee sbagliate che possono condizionare l’esistenza di qualsiasi individuo. 

…se accettiamo che anche i nostri pensieri sono fatti di cose concrete, che i nostri sentimenti maturano in un ambiente reale, comune a tutti, possiamo sentirci veramente tutti uguali e liberarci dai misteri che da sempre ci dividono.